GALTELLI'

Su uno spettacolare altopiano calcareo sorge il borgo medievale di Galtellì, ai piedi del monte Tuttavista. Abitato sin dai tempi antichi, il territorio testimonia la presenza di diversi siti archeologici. Nel centro storico è possibile ammirare la chiesa romanica di San Pietro, del Dodicesimo secolo, che conserva degli affreschi romanici. Al comune di Galtellì è stata conferita la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, per la presenza di aree verdi ben curate e per i siti archeologici. Per gli amanti del trekking si consiglia l’escursione sul Monte Tuttavista e a Sa Pedra Istampada, dove è possibile vedere la Roccia Forata, scolpita dal vento e l’antico Castello Malicas. Di interesse architettonico è l’antica casa padronale Domo de Marras adibita a Museo Etnografico con l’allestimento della vita e cultura agro pastorale. Da visitare il Parco Letterario Deleddiano, che raccoglie anche la letteratura di Grazia Deledda.

Le Janas sono piccoli esseri sopranaturali femminili che indossano preziosi abiti tessuti da loro stesse e portano sul capo meravigliosi fazzoletti ricamati. Vivono nelle cosiddette "domus de janas" che in realtà sono necropoli scavate nella roccia o ricavate da cavità naturali risalenti a duemila anni avanti Cristo. In queste abitazioni si trovano dei tesori, compresi i loro telai d‘oro. In genere sono considerate benigne e donano ai mortali che le aiutano fazzoletti ricamati, ma in alcune zone come del Nuorese possono essere anche cattive e dispettose. Infatti animali ritenuti nocivi per l’agricoltura e l’allevamento come le donnole vengono chiamate "janna ‘e muru". E’ importante non confondere le janas con le fate di altre mitologie poiché non sono degli spiritelli ma dei demoni nell’accezione greca del termine, cioè entità intermedie tra il divino e l’ umano.

Il castello Guzzetti, fu fatto costruire all'inizio del 1900 dall'omonimo conte a Galtellì. L'uomo, di origini milanesi, in un suo viaggio in Sardegna, si innamorò del territorio selvaggio della zona e della fauna, così fece costruire questa residenza di caccia con annesso un parco di 2,5 ettari. Situato su una roccia basaltica il castello è costruito come quelli medioevali, con merlature dove erano posti due piccoli cannoni decorativi. L'uomo, conosciuto in paese come persona di buon cuore, finì i suoi giorni in povertà. Nel 1986 il castello fu acquisito dal comune, insieme a parte del terreno, che ora è il parco comunale Malicas. All'interno della recinzione del castello si trova una domus de janas, forse utilizzata come granaio

Il castello di Pontes venne costruito tra l’XI w il XII secolo quando Galtellì ricopriva il ruolo di sede di Curatoria Giudicale per il Giudicato di Gallura e sede Vescovile. Posto ai piedi del Monte Tuttavista, in cima ad un tacco calcareo isolato e scosceso di difficile accesso, la fortezza risulta essere in prossimità della Valle del Cedrino. Il castello aveva funzione strategica e difensiva per la ferile pianura, alcuni villaggi circostanti ma in particolare per l’importante Borgo di Galtellì. La prima campagna di scavo inizata nel 2006 ha consentito oltre che la ripulitura del sito, il consolidamento e messa in sicurezza delle strutture murarie, tracce di  muri perimetrali del Mastio, della cisterna e del forno, evidenziando la planimetria del Castello. Il rudere conserva ancora intatto il fascino del luogo che custodisce un’intrigante storia del Medioevo.

Nel sito della sede della diocesi medievale di Galtellì insistono tre edifici: il campanile, eretto probabilmente del tardo Cinquecento su una torre più antica; una grande cattedrale romanica, rimasta incompiuta e inglobata nella cinta muraria del cimitero; un'altra chiesa, più piccola e mononavata, di origini forse altomedievali, decorata agli inizi del XIII secolo con un ciclo di affreschi e in seguito ampliata a tre navate, con ricostruzione dell'abside e gravi danni ai dipinti, riemersi solo grazie al restauro recente.Iniziata a costruire forse intorno al 1090, la grande chiesa romanica di San Pietro doveva fungere da cattedrale della diocesi di Galtellum. Probabilmente già esisteva la piccola chiesa, sempre dedicata a San Pietro, tuttavia inadatta a ospitare la cattedra vescovile. Nel 1138 la diocesi di Galtellì passò sotto il controllo dell'arcivescovado di Pisa e forse proprio questa dipendenza, oltre che la mancanza di fondi, portò alla sospensione del cantiere.La cattedrale doveva presentarsi come un edificio imponente, in pietra sedimentaria locale, a croce "commissa". Furono eretti solo il fianco N dell'aula, il transetto e l'abside orientata, il tutto fino all'altezza della monofora con strombo liscio. Nelle murature esterne vennero collocate due tombe vescovili. Nell'area N è stata individuata una necropoli tardomedioevale.A seguito dell'abbandono del cantiere, la grande cattedrale restò incompiuta e il vescovo continuò a risiedere nella chiesa preesistente, nobilitata da affreschi ascrivibili a pittori umbro-laziali dei primi decenni del XIII secolo. Il ciclo comprende nel fianco destro le storie del Vecchio Testamento, in quella sinistra le storie del Nuovo Testamento. Pochi lacerti dipinti si conservano nella controfacciata, mentre sono andati completamente perduti gli affreschi dell'abside.

Cristo del Tuttavista, la statua bronzea tra le più imponenti d'Europa, unica nel suo genere per l'alto valore artistico e religioso, opera dell'artista spagnolo Pedro Angel Terron Manrique

"Sa Petra Istampata", ubicata a 2,5 Km dal centro urbano di Galtellì, è una grande parete alta circa 40 metri con un foro quasi perfettamente circolare nella parte superiore; si trova ad un’altezza di 636 metri e costituisce una delle emergenze rocciose del settore meridionale del Monte Tuttavista, una grande mole calcareo-dolomitica, che si eleva con spettacolare verticalità fino a raggiungere 806 metri sui tavolati basaltici di Dorgali e Orosei e sulla piana alluvionale del Cedrino, occupando una superficie di circa 1200 ettari.

Il Monte Tuttavista si erge isolato fra i comuni di Galtellì, Onifai, Orosei e i suoi fianchi risultano delimitati da ovest a Est dalla valle del fiume Cedrino. Dalla sua cima, 806 metri, si osserva un panorama a 360 gradi su tutta la zona: a sud Dorgali con il Monte Irveri in primo piano, a ovest il fiume cedrino e i paesi di Galtelli, Loculi, Irgoli, a nord-ovest la lunga catena del Monte Albo fino a Siniscola e in primo piano i ruderi del castello di Pontes, a est il golfo di Orosei. Da Punta e su millone, la cima maggiore, parte la linea di cresta in direzione nord che arriva fino a Corra Chervina, dove sono visibili delle vedette antincendio. La bianca roccia calcarea del Monte Tuttavista presenta una morfologia aspra, ricca di grotte e cavità carsiche dove sono state rinvenute diversi reperti di fauna fossile e specie endemiche vissute nel Plio-Pleistocene (2 milioni-10mila anni fa)

Panorama monte Tuttavista lato foce del Cedrino, "Sa Marina" (Orosei)

Panorama monte Tuttavista lato costa Gononese (Cala Mariolu, Sisine, Gabbiani, Luna, Biriola e Goloritzè)

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